Il parco archeologico di Cupra Marittima

 

Lungo la costa marchigiana, nella piccola città di Cupra Marittima, soffermandosi un momento ad ammirare il paesaggio, si possono notare i segni di una lunga storia.

Cupra, infatti, è stata una fiorente città romana fondata intorno alla metà del primo secolo a.C.

La tradizione le attribuisce, inoltre, la sede del culto di una divinità: la Dea Cupra. Il culto, di origine antichissima, sarebbe stato fondato dai Tirreni, meglio conosciuti come Etruschi.

Dopo le grandi scoperte effettuate alla fine del Settecento, nuovi scavi, realizzati dal 2002 al 2007 dall’Università di Padova, hanno portato alla luce i resti di un’area sacra.

Anche se allo stato attuale non si riesce a dare una definizione precisa di ciò che è stato rinvenuto, sembra che tale area fosse occupata da un edificio pubblico romano, successivamente trasformato in luogo di culto cristiano.

Gli scavi hanno documentato che l’impianto originario risale all’inizio dell’Impero con profondi restauri e ristrutturazioni che arrivano fino alle soglie del secondo e terzo secolo.

Dalla parte opposta dell’area sacra si trovano gli imponenti resti di un Tempio identificato in genere con il Capitolium., l’edificio più importante in cui i cittadini riconoscevano la sede delle divinità che proteggevano tutte le relazioni sociali e religiose che avvenivano nella città.

Del Tempio si possono individuare almeno più fasi edilizie. La facciata a vista e le mura del tempio erano anticamente intonacate, tuttora si cerca di capire quante siano le colonne presenti nel pronao, la zona antistante alla cella in cui erano collocate le statue di culto.

È conservata ancora la scalinata di accesso al Tempio, davanti alla quale vi è il basamento di un altare. Ai suoi lati sono presenti due archi, di questi è rimasto solamente il nucleo, nel quale possiamo notare che le tecniche edilizie utilizzate erano l’“opus latericium”, mattoni rettangolari sovrapposti e alternati e l’“opus reticulatum”, una muratura costituita da piccole piramidi tronche di pietra, disposte in modo da creare un reticolo a griglia.

In attesa di ulteriori lavori e scavi, tutta l’area è oggi protetta e costituisce la parte più consistente del parco archeologico di Cupra Marittima.

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