Storia del castello di Monsampolo del Tronto

Monsampolo del Tronto è un paese che sorge sulla riva sinistra del fiume Tronto a 184 m sul livello del mare in una posizione dalla quale si possono vedere sia il Gran Sasso e i Monti Sibillini sia il mar Adriatico. Materiali archeologici di diverse epoche confermano che il territorio fu abitato fin dal Neolitico.

Mappa di Monsampolo
Sappiamo che nell’XI secolo, esisteva un primo nucleo abitativo, probabilmente, (i documenti acquisiti non forniscono chiarezza in merito) la comunità dei monaci di San Benedetto al Tronto edificarono il primo centro di Monte San Polo, sulla collina di Camposanto, per garantire alla comunità un territorio dove poter vivere, lontano e al riparo dalle orde dei Saraceni che tra il IX e il X secolo si infittirono segnando un periodo di grande sofferenza per la popolazione. Scelsero una posizione privilegiata dove poter controllare la Valle del Tronto, da Ascoli al Mare Adriatico.

Il toponimo di Monsampolo si deve alla chiesa di S. Paolo allora già esistente, intorno alla quale una piccola comunità medievale si riconosceva: la piccola chiesa  era un luogo centrale, di culto, di aggregazione, di protezione, tanto importante da dare il nome al paese. In seguito, il castello continuò a crescere grazie ai numerosi lasciti dei feudatari che aspiravano alla salvezza eterna.

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Nel 1299 il castello venne distrutto per essere riedificato in una zona vicina: nei patti di sottomissione con il Comune di Ascoli, i tre castelli Monte Donnello, Fano e Monte San Paolo avrebbero dovuto unirsi; così venne individuata la zona di Terra Vecchia, nei pressi dell’antico castello di Monsampolo, e furono annessi a quest’ultimo gli altri due. La riedificazione necessitava di un castello più ampio e fornito di protezioni difensive per far fronte alle esigenze della popolazione delle tre comunità.

Sappiamo che a metà del XVI sec. era un cantiere aperto in espansione grazie agli interventi di varie famiglie nobili e di una comunità in crescita con nuove esigenze, che lo rese il borgo fortificato come oggi lo conosciamo: infatti Monsampolo conserva ancora l’aspetto che gli fu dato tra il XIV e il XV secolo: la sua struttura è un mosaico di vie, rue,  archi ed edifici, passaggi sotterranei.

Il castello gode di possenti torrioni lungo tutta la cinta muraria che venivano utilizzati dalle sentinelle, armate di archibugi, per avvistare il nemico e preparare l’attacco. Alla base del torrione meglio conservato, si possono vedere le bombardiere ben riconoscibili dal foro circolare, ricavato dalla disposizione a raggiera dei mattoni.

Il torrione angolare più interessante del borgo , può essere ammirato dal basso, scendendo nell’Aia Mattoni, fuori le mura. L’antica torre di massimo avvistamento, risalente al sec.XIV, aveva la funzione di vedetta verso il mare Adriatico e il Regno di Napoli. Per più di quattro secoli, la torre assolse a funzioni campanarie, militari e cimiteriali. La cinta muraria consentiva due passaggi: la Porta a Monte, detta anche Maggiore e la Porta da Mare detta anche Arco della Morte: un grande androne rastremato fino a divenire una porta ogivale, ben più stretta.

Dal Cinquecento in poi le costruzioni di palazzi di importanti famiglie edificate a ridosso delle antiche mura nasconderanno l’aspetto dell’antico castello. Le più importanti famiglie ricche del tempo che vivevano a Monsampolo, le quali avevano numerosi possedimenti lungo la vallata erano: la famiglia Guidorecchi e la famiglia Malaspina. All’interno delle mura vi erano la chiesa di S.Paolo e la chiesa di S.Maria: l’Ottocento,  fu un secolo di continue trasformazioni e nella distruzione dell’antica Terra Vecchia scompariranno le chiese di S. Paolo e S. Maria con un certo numero di abitazioni medievali che lasceranno il posto all’attuale Piazza Castello.

 

di Veronica Fazzini

http://www.monsampoloborgoaccogliente.it/

www.comune.monsampolodeltronto.ap.it

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